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Chi Siamo2018-11-10T11:02:08+00:00

La nostra storia

Don Nunzio e Cavallo testimonianza della cultura della terra di Puglia

Immerso nei colori della macchia mediterranea del Gargano, tra il verde selvatico degli olivastri e l’azzurro terso del cielo, il casino Don Nunzio e Cavallo sorge a nord del centro abitato di San Nicandro Garganico. Testimonianza della cultura ed economia della terra di Puglia, legata all’agricoltura e all’allevamento, il casino, si trova in un territorio ricco di storia, tradizioni e dall’incomparabile patrimonio naturalistico, di cui si può godere già in viaggio ammirando le lagune di Varano e di Lesina, a valle, e le Isole Tremiti, in lontananza nell’Adriatico. Forse questi sono gli stessi paesaggi che accolsero l’eroe fondatore Diomede, secondo il mito, appena approdato sulle coste pugliesi di ritorno da Troia.

Don Nunzio e Cavallo eredita il suo nome, con ogni probabilità, da uno degli ultimi proprietari del complesso, che era appartenuto alla famiglia Palmieri almeno dalla seconda metà dell’Ottocento, cioè da quando se ne hanno le prime attestazioni nei documenti e nelle planimetrie catastali conservate nell’Archivio di Stato di Foggia. I Palmieri, verosimilmente in possesso anche dell’omonima masseria nella piana di Sagri, erano tra le famiglie di possidenti più importanti nell’agro sannicandrese accanto ai Conforto, Caruso, Campanozzi, Vocale, Paternoster e Pilla.

Il territorio che circonda la masseria è noto con il toponimo di Cercua Grossa, come già nel 1574 si legge dal Libro delle difese ed erbaggi estraordinari , oppure, successivamente, Cercola Grossa, cioè “grossa quercia”, per la presenza di querceti secolari. Come riportato da Scipione di Larionno, autore del Libro, «la defensa di cerqua grossa […] confina da una banda con Santo Nicanto dell’università di Santo Licandro et il demanio seu tavoliero ch’ è fia dicta defensa di Cerqua Grossa […], dall’altra banda la defensa de Valle de la Pila, dall’altra parte il demanio di Santo Licandro solito de la Regia corte, dall’altra parte con la defensa de l’Orto de li Schiavi».

L’elenco toponomastico cinquecentesco comprende, dunque, località come Valle Pila e Orto degli Schiavi, cui è da aggiungere la località di Sant’Annea, di grande valore storico per la presenza di una villa romana, fondata probabilmente in età repubblicana, ma che fu fiorente soprattutto tra il III ed il IV sec. d. C. Sempre nel Libro vengono descritte le caratteristiche della zona: «la defensa di Cerqua Grossa […] è paese alto di monti, valli et colli, distante dal pantano di Lesina circa un miglio, arborata di cerque, con ghianda frattosa […], coverta da venti, con due pescine». In particolare questo testo è interessante proprio per il riferimento alle pescine, una delle quali potrebbe essere proprio quella presente nei pressi del casino Don Nunzio e Cavallo e che quindi esisterebbe già dal Cinquecento.

La storia di Don Nunzio e Cavallo è la storia stessa del territorio in cui questa masseria è stata il centro nevralgico delle principali attività economiche, tra i parchi e gli stocchi, tappa di passaggio per i pastori transumanti, che, grazie al riuso architettonico, è tornata ad essere un luogo ideale in cui sostare per essere a contatto con la natura ed i suoi ritmi, in una condizione di felicità e serenità, dove nulla è più bello del verde dei prati e degli ulivi e del blu dell’orizzonte sul mare.

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